Ristrutturazione casa 2017 detrazioni e incentivi

Il rinnovo delle detrazioni e degli incentivi fiscali per la ristrutturazione della casa è diventato legge

 

Il rinnovo delle detrazioni e degli incentivi fiscali per la ristrutturazione della casa è diventato legge con la Legge di Bilancio per tutto il 2017 nei punti spiegati nell'articolo, ma si attende ancora la proroga per le valvole termostatistiche che dovrebbe avvenire in questi giorni o al massimo la prossima settimana come richiesto dalle associzioni di categoria e che fino allo dimissioni del Governo sembrava ufficiale e anche ora pare, comunque, che dovrebbe andare in porto.

Confermate le proroghe delle detrazioni per i lavori di ristrutturazione, estesi dal 2017 anche agli alberghi, e degli ecobonus al 65%, con 3 miliardi di interventi. Per gli investimenti pubblici, le previsioni del governo indicano una crescita di 12 miliardi in tre anni (2, 4 e 6 miliardi tra 2017 e 2019). La proroga degli ecobonus, in particolare, scaturisce da una mozione di maggioranza al Def presentata al Senato che impegna il governo a "prorogare ulteriormente le maggiorazioni delle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni e l'efficientamento energetico, rendendole effettivamente fruibili anche per i grandi condomini, al fine di tutelare l'ambiente, consentire la ripresa e favorire l'innovazione tecnologica".

Fino al 31 dicembre 2016, la detrazione Irpef sui lavori di recupero edilizio era pari al 50% su una spesa massima di 96.000 euro per unità immobiliare. Sono agevolati gli interventi di manutenzione ordinaria, come la tinteggiatura dell'androne, e quelli più pesanti fino alla ristrutturazione edilizia. Alcune opere sono detraibili a prescindere dalla categoria edilizia: eliminazione barriere architettoniche, sicurezza, cablatura, prevenzione infortuni, risparmio energetico.

 Ci sono poi una detrazione Irpef e Ires del 65% delle spese per riqualificazione globale di edifici con sconto massimo di 100.000 euro; interventi sull'involucro, come cambio finestre, coibentazioni con sconto massimo di 60.000 euro; installazione di pannelli solari per l'acqua calda con sconto massimo di 60.000 euro; caldaie a condensazione o biomasse con sconto massimo di 30.000 euro; tende e schermature solari con sconto massimo di 60.000 euro; apparecchi per il controllo a distanza degli impianti di climatizzazione e acqua calda. Detrazione del 65% per l'adozione di misure antisismiche su edifici in aree ad alta pericolosità (zone 1 e 2) e adibiti ad abitazione principale o attività produttive. Nelle altre zone il bonus è del 50%. La spesa agevolata è 96.000 euro per unità immobiliare. Gli interventi devono riguardare le parti strutturali e interessare l'intero edificio con progetto unitario nei centri storici. Agevolate anche le spese per progettazione, perizie e relazione di conformità.

Per l'acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici almeno di classe A+ (A per i fondi), finalizzati all'arredo di case ristrutturate c'è una detrazione del 50% su una spesa massima di 10.000 euro. I lavori su parti comuni che beneficiano del 50% edilizio, compresa la manutenzione ordinaria, danno diritto al bonus mobili ma solo per l'arredo di beni come guardiole, alloggio del portiere, lavatoi, e non dei singoli appartamenti privati.

By Business online


È il momento giusto per comprare casa?

La crisi che sta vivendo l’Italia da diversi anni non ha risparmiato il mercato immobiliare, colpa anche della gravosità delle tasse (le vecchie TASI e IMU)

La crisi che sta vivendo l’Italia da diversi anni non ha risparmiato il mercato immobiliare, colpa anche della gravosità delle tasse (le vecchie TASI e IMU) sul possesso degli immobili che ha prodotto uno stallo della compravendita. Il risultato è un cane che si morde la coda: i proprietari mettono in vendita le loro abitazioni, ma gli acquirenti non riescono a comprare a causa dell’insufficiente disponibilità economica. Ma l’eredità più importante che questa crisi ci ha lasciato è proprio una maggiore consapevolezza sulla reale importanza che la casa ha nella cultura italiana, quale bene primario e certezza di un futuro. È l’Osservatorio del mercato immobiliare (OMI) dell’Agenzia delle Entrate che, monitorando l’andamento della compravendita delle abitazioni, ha rilevato in questo 2016 una leggera crescita delle vendite, soprattutto nelle grandi città. I prezzi degli immobili si sono dunque stabilizzati e lentamente l’attività di compravendita si sta risollevando.

 

La fotografia dell’OMI, scattata su 19 province italiane (Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna, Genova, Catania, Firenze, Salerno, Perugia, Bari, Venezia, Padova, Modena, Crotone, Udine, Pavia, Catanzaro e Mantova), fa ben sperare sia per chi vuole vendere e sia per chi vuole comprare casa. Non è un caso se la ripresa arriva soprattutto dal centro-nord, l’area del paese che per prima ha intercettato il risveglio. Milano, per esempio, ha registrato un aumento significativo, pari al 28,1%, del numero di transazioni normalizzate (Ntn) nel I semestre del 2016 rispetto a quello del 2015. Ma è Roma che ha registrato in valore assoluto il numero di transazioni normalizzate più alto, pari a 14.821.

 

Sono dati significativi che fanno capire come, anche se comprare casa resti un sogno per molti, buona parte delle famiglie italiane è tornata a dare fiducia al mercato immobiliare. A favorire la ripresa è sicuramente anche la situazione dei prezzi, che negli ultimi sette anni sono scesi in maniera costante e oggi consentono di acquistare più facilmente. Se dunque è vero che per gli italiani il futuro si prospetta meno grigio rispetto a qualche tempo fa, lo è altrettanto il fatto che, nonostante la ripresa, il mercato immobiliare è ancora lontano dai livelli prima della crisi economica del 2008. 

 

Sulla ripresa del settore influisce sicuramente anche l'accesso al credito, con le banche che, se da un lato offrono mutui con tassi ai minimi storici, dall'altro ancora sono lontane dal venire incontro alle nuove categorie di lavoratori, tra i quali liberi professionisti con redditi bassi e precari con contratti di lavoro privi di adeguate garanzie. 

Ulteriore aspetto da tenere in considerazione è sicuramente la forbice di prezzi che si sta accentuando tra le quotazioni di immobili di nuova costruzione ed abitazioni già esistenti offerte dai privati a prezzi talvolta più bassi anche del 20-30%, ma su questi ultimi da tenere in considerazione i costi da sostenere per interventi di ristrutturazione.

 


Aumentano le compravendite con l’agenzia

Per comprare casa è tornata la voglia di rivolgersi in agenzia. Lo rivela una recente indagine di Tecnoborsa

Per comprare casa è tornata la voglia di rivolgersi in agenzia. Lo rivela una recente indagine di Tecnoborsa, secondo cui il 61,3% di coloro che hanno acquistato un immobile ha scelto un intermediario, dieci punti percentuali in più rispetto alla rilevazione precedente. Nel caso di chi ha venduto, invece, la quota si mantiene stabile intorno al 63 per cento. La ricerca è riferita al biennio 2014-2015, «eppure il trend è ancora in atto e nel corso del 2016 si sta rafforzando», dice Filippo Crocè, coordinatore del comitato della Borsa Immobiliare di Roma.

Accanto alla ritrovata fiducia dei clienti, mostra segni di ripresa il comparto stesso delle agenzie. La conferma arriva da Tecnocasa, tra i principali franchising, che ha il polso della situazione perché cresce arruolando nuovi agenti, non inserendo sotto la propria insegna professionisti già esistenti. «Negli anni peggiori della crisi eravamo scesi poco sotto le 2mila agenzie in Italia a livello di gruppo, mentre oggi siamo risaliti a 2.033 affiliati», afferma Luigi Sada, ad di Tecnocasa Franchising spa.

Tornando alla ricerca, spicca un altro dato. Nonostante la diffusione di Internet, il 33,3% degli acquirenti ha trovato l’immobile con il passaparola, il 28,3% tramite un’agenzia, il 19,9% dalla lettura di cartelli e solo per il 14,9% attraverso siti e social network. «Sono dati che non ci stupiscono – ragiona Paolo Righi, presidente dell'associazione di categoria Fiaip –. Siamo abituati a guardare solo ai grandi centri urbani, ma nelle periferie, dove peraltro si fatica a vedere la ripresa, il passaparola è ancora molto importante. Quanto al ritrovato amore per le agenzie, la verità è che molti strumenti della sharing economy permettono effettivamente di procedere in modo autonomo, ma alla fine l’utente è solo. Al primo intoppo, dagli arretrati delle spese di condominio a piccole difformità catastali, ci si rende conto che avere di fianco un professionista è utile». Accanto alle luci, però, ci sono anche ombre. Chi ha preferito procedere senza intermediazione imputa alle agenzie una generale scarsità dei servizi offerti a fronte del costo.

Ma che cosa ci si deve aspettare, oggi, quando ci si affida a un agente per comprare casa? «Intanto, un consiglio scontato ma importante è verificare che sia un intermediario abilitato. Si può chiedere all’agente non solo l’iscrizione al ruolo in Camera di Commercio, ma anche una copia dell’assicurazione (rc professionale), che è obbligatoria ed è una tutela per tutte le parti coinvolte – spiega Righi –. In più, dentro i locali di un’agenzia deve essere visibile il mansionario, cioè un foglio che riporta i nomi e il ruolo di tutte le persone impiegate. Questo è importante soprattutto perché solo un agente è autorizzato a condurre trattative economiche, i collaboratori dovrebbero limitarsi a organizzare le visite o alla raccolta dati». Quanto alle informazioni da ricevere sull’appartamento che si sceglie di visionare, «anche alla prima visita, senza bisogno di aver mostrato il proprio interesse per l’affare, un buon agente deve saper riferire la condizione dell'immobile a livello urbanistico, catastale e ipotecario. Deve subito comunicare la presenza di eventuali difformità da sanare e, se il cliente lo richiede, deve produrre i documenti atti a confermare quanto afferma», afferma Crocè.

Quando poi la trattativa entra nel vivo, il professionista dovrebbe coinvolgere il più possibile le parti. «Prima della firma del contratto preliminare di acquisto, è buona norma che l’agente lo invii in anticipo a entrambe le parti, che potranno così verificare la presenza di articoli dubbi su cui chiedere chiarimenti o modifiche». L’agenzia, inoltre, si rivela una guida sicura per chi acquista a scopo di investimento: «Quando tocca a un agente rintracciare il conduttore idoneo, facciamo uno screening al posto del proprietario, che così è certo di concedere l’immobile a un inquilino affidabile» dice ancora Crocè.

Occhio, infine, al tema del finanziamento per chi procede con il mutuo. La legge 141/2010 vieta agli agenti ogni intromissione in questo terreno, dal momento che non possono suggerire al cliente l’istituto a cui rivolgersi. Una norma chiara, che però fa storcere la bocca alla maggior parte del settore dopo l’ingresso in forze nell’intermediazione dei colossi bancari IntesaSanpaolo e Unicredit. I gruppi giurano che le aree del credito e quelle che si occupano degli immobili siano separate, ma per la Fiaip, che ha denunciato all’Abi e al Garante della concorrenza questa particolarità italiana il rischio di conflitto di interessi è dietro l’angolo.

By IlSole24Ore


L’ex palazzo Enel ospiterà appartamenti extra lusso

Via S. Francesco, sono a buon punto i lavori di restauro del Roccabonella Autorizzato il cambio di destinazione d’uso per 26 unità e quattro negozi

 

PADOVA. Proseguono a gran ritmo, sotto il controllo delle Belle Arti, i lavori di restauro conservativo di Palazzo Roccabonella, lo storico edificio di via San Francesco, dove sino a sei anni fa c’era la sede provinciale dell’Enel, fin dai tempi della Sade.

Il palazzo è di proprietà di Padova Sviluppo srl, società che prima era guidata da un gruppo di imprenditori di Monselice e che di recente è passata nelle mani di una famiglia napoletana. I lavori di restauro e di ristrutturazione generale sono stati affidati all’Edilcostruzioni di Camponogara e ad altre aziende di restauro che arrivano dalla Lombardia.

Il progetto complessivo è firmato dal noto architetto Albano Salmaso, che in questo caso è anche direttore dei lavori ed è lo stesso che ha curato il restauro di Palazzo Cavalli e del Palazzo Borromeo, quest’ultimo di proprietà dell’imprenditore italo-iraniano Shamouni. A lavori ultimati, Palazzo Roccabonella - dislocato su tre piani e con un giardino pensile nella parte posteriore - avrà un valore immobiliare di 20 milioni di euro. All’inizio gli spazi interni avevano tutti una destinazione d’uso esclusivamente direzionale e commerciale.

Attualmente, invece, la proprietà ha ottenuto dal Comune una destinazione anche residenziale. Saranno quindi realizzate ventisei unità immobiliari di gran lusso e quattro negozi al piano terra. Roccabonella è uno dei palazzi più antichi del centro storico. L’edificio originario è stato costruito tra la fine del ’400 e del ’500 anche con l’intervento di Bartolomeo da Sossano, uno dei maestri di Andrea Palladio, l’architetto nato a Padova, ma successivamente trasferitosi a Vicenza. Nel cantiere in questi giorni lavorano 45 tra operai e tecnici.

«Man mano che andiamo avanti, dal piano terra sino alla stupenda altana situata sui tetti in mattone, stiamo rinvenendo tutta una serie di nuovi affreschi, quasi tutti risalenti al ’500, che erano nascosti sotto intonaci sovrapposti tra ottocento e novecento», spiega l’architetto Salmaso. «Il più bello è quello rinvenuto sopra lo scalone centrale. Abbiamo già recuperato uno stupendo cassettone a Sansovino, che ha lasciato allibiti tutti gli addetti ai lavori. I garage, su due livelli, saranno 45 e anche il tipo di riscaldamento sarà una grande novità per l’intero centro storico perché sarà il primo palazzo ad essere alimentato dalla risorsa geotermica. Non spetta a me giudicare il progetto, ma basta visitare i lavori, già in stato avanzato, per verificare che il nuovo Palazzo Roccabonella sarà uno dei più belli del nordest». L’immobile ex Enel è stato anche visitato dal critico d’arte Vittorio Sgarbi quando è venuto a Padova a visitare la Scuola della Carità.

By Il Mattino di Padova


Il risparmiatore italiano e la sicurezza del mattone

Secondo l'ultimo studio del Centro Einaudi e Intesa Sanpaolo gli italiani tornano a investire sul mercato immobiliare

                                          

Cosa fanno gli italiani dei loro risparmi? Da una recente ricerca dell’Abi sembra che i nostri concittadini, se ne hanno la possibilità, abbiano rivalutato in questi tempi di crisi la liquidità tenendo i propri risparmi depositati sul conto senza investirli in strumenti finanziari.

Un comportamento confermato dai dati della ricerca: a fine giugno è stato registrato un aumento dei depositi di ben 45 miliardi rispetto allo scorso anno. Solo l’8% degli intervistati ha dichiarato di correre il rischio di investire comprando azioni o scommettendo sui cambi: se nel 2003 le persone che giocavano in borsa erano il 32% dei risparmiatori oggi se ne contano solo cinque su cento.

Negli ultimi sedici anni la quota dei risparmiatori è cambiata in maniera radicale. Nel 2000 erano il 57% della popolazione, nel 2007 sono stati sorpassati dai non risparmiatori, cresciuti fino al 60% nel 2016. Ma i risparmiatori volontari e programmatici sono ancora meno di quel 40% rimasto. Chi ha potuto tenere sotto controllo il proprio bilancio e metterne una quota da parte non era sceso mai sotto il 25%, quest'anno, per la prima volta, la quota scende sotto il 20%.

In questo momento di incertezza i risparmiatori italiani non si perdono d’animo e, a quanto risulta dall’ultimo rapporto su risparmio e scelte finanziarie presentato dal Centro Einaudi e IntesaSanpaolo che, oltre a fornire un identikit degli italiani e dei loro soldi nel 2016, approfondisce un aspetto: il ritorno in auge dell'investimento immobiliare.

Il rapporto segnala come sia un momento ideale, grazie alle attuali regole economiche, per tornare a investire nel mattone. In particolare, nel 2015 è iniziato un periodo favorevole agli investimenti immobiliari grazie al combinato disposto dei tassi di interesse sui mutui schiacciati dalla politica monetaria, del rendimento nullo o quasi delle attività finanziarie concorrenti e del fatto che il mercato immobiliare ha esaurito la lunga discesa dei prezzi. Secondo gli autori dello studio i rendimenti razionalmente attesi sugli investimenti immobiliari realizzati dal 2015 in avanti dovrebbero essere positivi, sia che si tratti di acquisto per uso proprio, sia che si tratti di acquisto per dare in affitto.

Ma in un periodo di deflazione come quello che stiamo vivendo e cioè di prezzi calanti in una situazione economica dove la prospettiva di aumentare il proprio reddito (individuale o familiare) è molto difficile conviene impegnare i propri risparmi nell’acquisto di una casa? In un’ottica di attesa di una ripresa dei prezzi sembrerebbe di sì.

Secondo il rapporto tra il 2012 e il 2016 la quota di persone che intendevano operare sul mercato immobiliare era crollata dal 13 all’8%, oggi il 48% del campione si aspetta una ripresa dei prezzi ed è per questa ragione che il rapporto stima che nei prossimi tre anni ci possa essere un ritorno all'acquisto da parte del 19% degli investitori. Questo si tradurrebbe in una richiesta di acquisto di ben 125.000 abitazioni e potremmo trovarci di fronte ad un nuovo boom immobiliare considerando che, nel 2015, sono state poco più di 400 mila le compravendite residenziali.

By TGCOM24