Aumentano le compravendite con l’agenzia

Per comprare casa è tornata la voglia di rivolgersi in agenzia. Lo rivela una recente indagine di Tecnoborsa

Per comprare casa è tornata la voglia di rivolgersi in agenzia. Lo rivela una recente indagine di Tecnoborsa, secondo cui il 61,3% di coloro che hanno acquistato un immobile ha scelto un intermediario, dieci punti percentuali in più rispetto alla rilevazione precedente. Nel caso di chi ha venduto, invece, la quota si mantiene stabile intorno al 63 per cento. La ricerca è riferita al biennio 2014-2015, «eppure il trend è ancora in atto e nel corso del 2016 si sta rafforzando», dice Filippo Crocè, coordinatore del comitato della Borsa Immobiliare di Roma.

Accanto alla ritrovata fiducia dei clienti, mostra segni di ripresa il comparto stesso delle agenzie. La conferma arriva da Tecnocasa, tra i principali franchising, che ha il polso della situazione perché cresce arruolando nuovi agenti, non inserendo sotto la propria insegna professionisti già esistenti. «Negli anni peggiori della crisi eravamo scesi poco sotto le 2mila agenzie in Italia a livello di gruppo, mentre oggi siamo risaliti a 2.033 affiliati», afferma Luigi Sada, ad di Tecnocasa Franchising spa.

Tornando alla ricerca, spicca un altro dato. Nonostante la diffusione di Internet, il 33,3% degli acquirenti ha trovato l’immobile con il passaparola, il 28,3% tramite un’agenzia, il 19,9% dalla lettura di cartelli e solo per il 14,9% attraverso siti e social network. «Sono dati che non ci stupiscono – ragiona Paolo Righi, presidente dell'associazione di categoria Fiaip –. Siamo abituati a guardare solo ai grandi centri urbani, ma nelle periferie, dove peraltro si fatica a vedere la ripresa, il passaparola è ancora molto importante. Quanto al ritrovato amore per le agenzie, la verità è che molti strumenti della sharing economy permettono effettivamente di procedere in modo autonomo, ma alla fine l’utente è solo. Al primo intoppo, dagli arretrati delle spese di condominio a piccole difformità catastali, ci si rende conto che avere di fianco un professionista è utile». Accanto alle luci, però, ci sono anche ombre. Chi ha preferito procedere senza intermediazione imputa alle agenzie una generale scarsità dei servizi offerti a fronte del costo.

Ma che cosa ci si deve aspettare, oggi, quando ci si affida a un agente per comprare casa? «Intanto, un consiglio scontato ma importante è verificare che sia un intermediario abilitato. Si può chiedere all’agente non solo l’iscrizione al ruolo in Camera di Commercio, ma anche una copia dell’assicurazione (rc professionale), che è obbligatoria ed è una tutela per tutte le parti coinvolte – spiega Righi –. In più, dentro i locali di un’agenzia deve essere visibile il mansionario, cioè un foglio che riporta i nomi e il ruolo di tutte le persone impiegate. Questo è importante soprattutto perché solo un agente è autorizzato a condurre trattative economiche, i collaboratori dovrebbero limitarsi a organizzare le visite o alla raccolta dati». Quanto alle informazioni da ricevere sull’appartamento che si sceglie di visionare, «anche alla prima visita, senza bisogno di aver mostrato il proprio interesse per l’affare, un buon agente deve saper riferire la condizione dell'immobile a livello urbanistico, catastale e ipotecario. Deve subito comunicare la presenza di eventuali difformità da sanare e, se il cliente lo richiede, deve produrre i documenti atti a confermare quanto afferma», afferma Crocè.

Quando poi la trattativa entra nel vivo, il professionista dovrebbe coinvolgere il più possibile le parti. «Prima della firma del contratto preliminare di acquisto, è buona norma che l’agente lo invii in anticipo a entrambe le parti, che potranno così verificare la presenza di articoli dubbi su cui chiedere chiarimenti o modifiche». L’agenzia, inoltre, si rivela una guida sicura per chi acquista a scopo di investimento: «Quando tocca a un agente rintracciare il conduttore idoneo, facciamo uno screening al posto del proprietario, che così è certo di concedere l’immobile a un inquilino affidabile» dice ancora Crocè.

Occhio, infine, al tema del finanziamento per chi procede con il mutuo. La legge 141/2010 vieta agli agenti ogni intromissione in questo terreno, dal momento che non possono suggerire al cliente l’istituto a cui rivolgersi. Una norma chiara, che però fa storcere la bocca alla maggior parte del settore dopo l’ingresso in forze nell’intermediazione dei colossi bancari IntesaSanpaolo e Unicredit. I gruppi giurano che le aree del credito e quelle che si occupano degli immobili siano separate, ma per la Fiaip, che ha denunciato all’Abi e al Garante della concorrenza questa particolarità italiana il rischio di conflitto di interessi è dietro l’angolo.

By IlSole24Ore


L’ex palazzo Enel ospiterà appartamenti extra lusso

Via S. Francesco, sono a buon punto i lavori di restauro del Roccabonella Autorizzato il cambio di destinazione d’uso per 26 unità e quattro negozi

 

PADOVA. Proseguono a gran ritmo, sotto il controllo delle Belle Arti, i lavori di restauro conservativo di Palazzo Roccabonella, lo storico edificio di via San Francesco, dove sino a sei anni fa c’era la sede provinciale dell’Enel, fin dai tempi della Sade.

Il palazzo è di proprietà di Padova Sviluppo srl, società che prima era guidata da un gruppo di imprenditori di Monselice e che di recente è passata nelle mani di una famiglia napoletana. I lavori di restauro e di ristrutturazione generale sono stati affidati all’Edilcostruzioni di Camponogara e ad altre aziende di restauro che arrivano dalla Lombardia.

Il progetto complessivo è firmato dal noto architetto Albano Salmaso, che in questo caso è anche direttore dei lavori ed è lo stesso che ha curato il restauro di Palazzo Cavalli e del Palazzo Borromeo, quest’ultimo di proprietà dell’imprenditore italo-iraniano Shamouni. A lavori ultimati, Palazzo Roccabonella - dislocato su tre piani e con un giardino pensile nella parte posteriore - avrà un valore immobiliare di 20 milioni di euro. All’inizio gli spazi interni avevano tutti una destinazione d’uso esclusivamente direzionale e commerciale.

Attualmente, invece, la proprietà ha ottenuto dal Comune una destinazione anche residenziale. Saranno quindi realizzate ventisei unità immobiliari di gran lusso e quattro negozi al piano terra. Roccabonella è uno dei palazzi più antichi del centro storico. L’edificio originario è stato costruito tra la fine del ’400 e del ’500 anche con l’intervento di Bartolomeo da Sossano, uno dei maestri di Andrea Palladio, l’architetto nato a Padova, ma successivamente trasferitosi a Vicenza. Nel cantiere in questi giorni lavorano 45 tra operai e tecnici.

«Man mano che andiamo avanti, dal piano terra sino alla stupenda altana situata sui tetti in mattone, stiamo rinvenendo tutta una serie di nuovi affreschi, quasi tutti risalenti al ’500, che erano nascosti sotto intonaci sovrapposti tra ottocento e novecento», spiega l’architetto Salmaso. «Il più bello è quello rinvenuto sopra lo scalone centrale. Abbiamo già recuperato uno stupendo cassettone a Sansovino, che ha lasciato allibiti tutti gli addetti ai lavori. I garage, su due livelli, saranno 45 e anche il tipo di riscaldamento sarà una grande novità per l’intero centro storico perché sarà il primo palazzo ad essere alimentato dalla risorsa geotermica. Non spetta a me giudicare il progetto, ma basta visitare i lavori, già in stato avanzato, per verificare che il nuovo Palazzo Roccabonella sarà uno dei più belli del nordest». L’immobile ex Enel è stato anche visitato dal critico d’arte Vittorio Sgarbi quando è venuto a Padova a visitare la Scuola della Carità.

By Il Mattino di Padova


Il risparmiatore italiano e la sicurezza del mattone

Secondo l'ultimo studio del Centro Einaudi e Intesa Sanpaolo gli italiani tornano a investire sul mercato immobiliare

                                          

Cosa fanno gli italiani dei loro risparmi? Da una recente ricerca dell’Abi sembra che i nostri concittadini, se ne hanno la possibilità, abbiano rivalutato in questi tempi di crisi la liquidità tenendo i propri risparmi depositati sul conto senza investirli in strumenti finanziari.

Un comportamento confermato dai dati della ricerca: a fine giugno è stato registrato un aumento dei depositi di ben 45 miliardi rispetto allo scorso anno. Solo l’8% degli intervistati ha dichiarato di correre il rischio di investire comprando azioni o scommettendo sui cambi: se nel 2003 le persone che giocavano in borsa erano il 32% dei risparmiatori oggi se ne contano solo cinque su cento.

Negli ultimi sedici anni la quota dei risparmiatori è cambiata in maniera radicale. Nel 2000 erano il 57% della popolazione, nel 2007 sono stati sorpassati dai non risparmiatori, cresciuti fino al 60% nel 2016. Ma i risparmiatori volontari e programmatici sono ancora meno di quel 40% rimasto. Chi ha potuto tenere sotto controllo il proprio bilancio e metterne una quota da parte non era sceso mai sotto il 25%, quest'anno, per la prima volta, la quota scende sotto il 20%.

In questo momento di incertezza i risparmiatori italiani non si perdono d’animo e, a quanto risulta dall’ultimo rapporto su risparmio e scelte finanziarie presentato dal Centro Einaudi e IntesaSanpaolo che, oltre a fornire un identikit degli italiani e dei loro soldi nel 2016, approfondisce un aspetto: il ritorno in auge dell'investimento immobiliare.

Il rapporto segnala come sia un momento ideale, grazie alle attuali regole economiche, per tornare a investire nel mattone. In particolare, nel 2015 è iniziato un periodo favorevole agli investimenti immobiliari grazie al combinato disposto dei tassi di interesse sui mutui schiacciati dalla politica monetaria, del rendimento nullo o quasi delle attività finanziarie concorrenti e del fatto che il mercato immobiliare ha esaurito la lunga discesa dei prezzi. Secondo gli autori dello studio i rendimenti razionalmente attesi sugli investimenti immobiliari realizzati dal 2015 in avanti dovrebbero essere positivi, sia che si tratti di acquisto per uso proprio, sia che si tratti di acquisto per dare in affitto.

Ma in un periodo di deflazione come quello che stiamo vivendo e cioè di prezzi calanti in una situazione economica dove la prospettiva di aumentare il proprio reddito (individuale o familiare) è molto difficile conviene impegnare i propri risparmi nell’acquisto di una casa? In un’ottica di attesa di una ripresa dei prezzi sembrerebbe di sì.

Secondo il rapporto tra il 2012 e il 2016 la quota di persone che intendevano operare sul mercato immobiliare era crollata dal 13 all’8%, oggi il 48% del campione si aspetta una ripresa dei prezzi ed è per questa ragione che il rapporto stima che nei prossimi tre anni ci possa essere un ritorno all'acquisto da parte del 19% degli investitori. Questo si tradurrebbe in una richiesta di acquisto di ben 125.000 abitazioni e potremmo trovarci di fronte ad un nuovo boom immobiliare considerando che, nel 2015, sono state poco più di 400 mila le compravendite residenziali.

By TGCOM24


Brexit: possible shock sui prezzi delle case

Brexit: possible shock sui prezzi delle case, ma il mercato si sbloccherà dopo mesi di stallo

Si prospetta un’estate calda per il mercato immobiliare londinese. La vittoria di Brexit nel referendum di ieri sta portando come previsto il caos sui mercati finanziari e sta facendo precipitare la sterlina (-15% contro il dollaro, il maggiore crollo mai registrato in un giorno).
Secondo gli esperti, però, appena digerita la notizia-shock le compravendita potrebbero ripartire con decisione, spinte dall'indebolimento della valuta britannica che invoglierà gli investitori stranieri.

Il primo semestre dell'anno è stato caratterizzato da un stallo del mercato immobiliare, perchè molti investitori avevano preferito stare alla finestra e attendere l'esito del voto. Chi ha siglato un accordo lo ha fatto spesso salvaguardandosi con una cosiddetta “clausola Brexit”, che significa che il contratto diventa invalido perchè la Gran Bretagna ha scelto di uscire dall'Unione Europea.

Adesso, superata una fase di transizione, il mercato potrà però ripartire. «Con la sterlina che molto probabilmente continuerà a perdere terreno nei prossimi sei mesi, abbinata a un probabile calo dei prezzi immobiliari (l’agenzia di rating Fitch aveva ipotizzato cali fino al 25% in caso di Brexit, ndr), noi prevediamo un rinnovato interesse da parte dei fondi sovrani e delle società di private equity che individueranno nuove opportunità nel mercato britannico», afferma Mark Clacy-Jones di Investec Structured Property Finance.

Le previsioni sono quindi positive per il settore residenziale, che sarà preso di mira da investitori stranieri attratti da un tasso di cambio più favorevole. Il centro di Londra, in particolare, tornerà a essere una calamita per gli investitori perchè considerato un settore rifugio, afferma Naomi Heaton, Ceo di London Central Portfolio: «Prevediamo che i prezzi saliranno nel mercato prime londinese. Ricordiamoci che solo il 12% di investimenti nel centro di Londra sono fatti da europei. Anche nell'ipotesi improbabile che gli europei fuggissero tutti, ci sarà una coda di investitori americani, asiatici e dal Medio Oriente pronti a sostituirli».

I timori dei sostenitori del “remain” però rimangono . «Sul lungo termine i cittadini di questo Paese saranno più poveri – aveva detto il cancelliere Osborne un mese fa – Ci sarà un impatto negativo sui prezzi degli immobili, e anche gli acquirenti di prima casa saranno colpiti perchè i tassi d'interesse sui mutui aumenteranno e sarà più difficile ottenere un mutuo. Quindi sarà una situazione perdente per tutti».
Anche l'Associazione nazionale degli agenti immobiliari in un rapporto aveva affermato che i proprietari di case perderebbero migliaia di sterline in caso di uscita dalla Ue. A Londra la perdita media di valore sarebbe di 7.500 sterline, mentre nel resto del Paese di 2.300 sterline.

Gli alberghi dovrebbero vivere un rilancio dovuto a un numero maggiore di turisti in arrivo, mentre ci sono dubbi sulle prospettive dei negozi e centri commerciali, che dipendono molto dall'andamento dell'economia domestica.

Decisamente negative invece le previsioni per il settore uffici, soprattutto nella City di Londra, dato che numerose grandi banche e istituti finanziari potrebbero dar seguito alle minacce espresse negli ultimi mesi e trasferire almeno parte delle loro operazioni in altri Paesi europei per restare nel mercato unico. La domanda di uffici – e quindi gli affitti - potrebbero quindi calare bruscamente.

Sul medio termine però Londra manterrà il suo status di grande centro finanziario, sostiene Lee Elliott, head of commercial research di Knight Frank: «Quando l'economia si stabilizzerà banche e imprese riscopriranno le qualità fondamentali della Gran Bretagna».

By IlSole24Ore


I cinque falsi miti spesso presenti nella vendita di una casa

Ci sono interpretazioni errate del mercato immobiliare lungi dal promuovere la vendita di una casa e che a volte, al contrario, complicano l’operazione e ritardano la decisione di acquisto.

Secondo la rete di franchising immobiliare RE/MAX, tra i cinque falsi miti è possibile trovare quello relativo alla stagione dell’anno migliore per vendere casa e quello che consiglia di stabilire un prezzo elevato per poi negoziare.

1. La stagione dell’anno ideale per mettere in vendita una casa è la primavera o l’estate. Secondo RE/MAX questo è falso in quanto vi sono molti acquirenti che cercano casa tutto l’anno e per vari motivi. E’ il caso, ad esempio, dei giovani professionisti, dei pensionati o degli investitori.

2. Stabilire un prezzo di vendita al di sopra del prezzo della zona al fine di avviare una negoziazione. La società immobiliare ha rilevato che una valutazione troppo alta rispetto al valore di mercato può spaventare gli acquirenti alla ricerca di una casa. Stabilire, dunque, un prezzo di vendita al di sopra del prezzo della zona al fine di avviare una negoziazione può ritardare la vendita della proprietà.

3. Una casa contraddistinta dal cartello “vendesi” per molto tempo e da varie riduzioni del prezzo si brucia sul mercato e può dare agli acquirenti l’impressione sbagliata, ossia che la proprietà non si sta vendendo perché ha dei difetti.

4. Tanto importante è l’esterno della casa quanto il suo interno. Molti venditori guardano solo all’interno delle loro case quando decidono di metterle in vendita. Ma bisogna ricordarsi che anche l’esterno è importante, perché è lì che il potenziale acquirente si fa la prima impressione.

5. Il venditore deve concentrarsi su un possibile acquirente. Molte volte l’acquirente non si sofferma su aspetti importanti quali i costi aggiuntivi. E’ bene, quindi, selezionare con attenzione i possibili interessati in base all’interesse reale e alle possibilità economiche.