Dove sono e quanto costano le case più esclusive del mondo

 

 

Ecco dove sono e quanto costano le case più esclusive del mondo

difici progettati per accontentare clienti esigenti, ma anche per stupire con le loro forme innovative, terrazze e serre da vivere, camini che dominano gli spazi living. Nel mondo delle case di lusso ogni disegno è studiato per avvicinarsi a un modello ideale che sposa sostenibilità ambientale e lusso.

I progetti più innovativi ed eleganti accomunano quattro città internazionali capaci di attirare i cosiddetti High net worth individual (persone con patrimoni molto elevati) alla ricerca di investimenti immobiliari e di uno stile di vita esclusivo. Dalle riqualificazioni di edifici vittoriani a Londra ai grattacieli di vetro di New York, dai complessi immersi nel verde di Singapore ai palazzi panoramici di Hong Kong: sono questi i mercati in cui i valori delle case di pregio sono saliti a dismisura negli ultimi anni. Ora tirano il fiato, creando anche occasioni di acquisto. A New York e Londra i valori stanno subendo una battuta d’arresto per via della domanda in discesa, e della troppa offerta, a Singapore e Hong Kong è il governo stesso che negli anni ha imposto misure per evitare una nuova bolla immobiliare.

Londra e la Brexit
La capitale inglese è sotto pressione. Le incognite di Brexit pesano sulle scelte di acquisto dei compratori esteri, per i quali si prospetta anche un inasprimento delle tasse (stamp duty). Il risultato è che oggi le case di lusso si vendono con fatica rispetto a tre anni fa. Ma sviluppatori e architetti sperimentano in una città che si riconverte dalla finanza all’hi-tech, perché qui a soppiantare i gruppi che hanno scelto Francoforte o Parigi ci sono oggi società come Facebook, Google, Skyscanner e così via.

A Kensington e Chelsea, quartieri sinonimo di residenze milionarie – spesso vuote –, i prezzi sono scesi del 14% negli ultimi 12 mesi. Kensington Palace Gardens, la via più cara, registra prezzi medi scesi da 35,6 milioni di sterline a 34,3 milioni. E le case nuove hanno raggiunto il record di stock di invenduto. Nelle aree di lusso, secondo Knight Frank, le vendite sono calate del 9% in 12 mesi. L’offerta è molto alta, nella fascia prime (prezzo minimo di 12mila euro al mq) negli ultimi quattro anni sono state realizzate oltre 18.500 case. Nei prossimi due anni - dicono da Scenari Immobiliari - arriveranno sul mercato 8.500 appartamenti di lusso. Si allungano anche i tempi di realizzazione degli edifici, sempre più complessi dal punto di vista tecnologico e infrastrutturale: da una durata media di due anni del cantiere si è passati a 3,5 anni nel 2018.

Tra i progetti la Canaletto tower a Islington, con prezzi da 18mila a 29mila euro al mq. Più caro è Clarges Mayfair condominio di 34 appartamenti da 22-35mila euro al mq.

Troppi torri a New York?
Nella Grande Mela il mercato del lusso si è raffreddato. La corsa a realizzare grattacieli sempre più alti e con penthouse panoramiche ha riempito Manhattan di torri in parte invendute.
Nel secondo trimestre 2018, secondo Scenari Immobiliari, gli scambi sono scesi del 14% sul 2017. Non solo. Le case si vendono in tempi più lunghi, fino a 120 giorni in media. Anche i prezzi iniziano a ridimensionarsi rispetto ai valori stellari raggiunti post-crisi immobiliare. Gli sviluppatori sono costretti ad applicare sconti, una situazione ben diversa dalle aste al rialzo che si vedevano due o tre anni fa. Il prezzo medio è di circa 18mila euro al metro quadro (-3% rispetto all’anno scorso). Ci sono sviluppi di successo, soprattutto a Brooklyn. È il caso di Hudson Yard.

Singapore per pochi
La città-Stato asiatica è riuscita a diventare, con una strategia pluridecennale, un centro internazionale per business e studio. La forte domanda e la limitata offerta (per via dei confini della città) hanno innescato la corsa del mercato. I prezzi massimi superano in alcune aree i 22mila euro al metro. «Nei primi sei mesi dell’anno il segmento lusso è tornato vivace – dice Lee Nai Jia, head of research di Knight Frank Singapore –, guidato dagli acquisti dei residenti e non, questi ultimi non spaventati per l’inasprimento delle tasse per compratori esteri.

I prezzi del lusso sono così saliti del 7% da gennaio 2018». Nei primi sei mesi di quest’anno gli scambi sono saliti del 13,5%. Tra i nuovi sviluppi ci sono 120grange, torre con 56 appartamenti con grandi terrazze vivibili, e amber45 (dai 13.500 ai 17.400 euro al mq).

Hong Kong da record

È la città più cara per i prezzi massimi delle case di lusso, che arrivano qui a 38mila euro al metro. Nella città si vendono meno case (-9% a luglio per un totale di 6.093 unità) per effetto delle misure prese negli anni dal governo per calmierare i valori. Senza successo. I prezzi hanno continuato a crescere: +7% sull’isola di Hong Kong, +9% a Kowloon e +3,5% nei Nuovi Territori nei primi sei mesi 2018, +27% dal precedente picco di settembre 2015.

Nel complesso Mount Nicholson, nella ambita zona di The Peak, i prezzi partono da 35mila per arrivare ai 45mila euro al mq, le case più care in Asia al momento.

By IlSole24Ore

 


Cose da sapere per scegliere il colore della parete

 

Per ogni idea di appartamento serve il colore giusto e non sempre quello che più ci piace è il più adatto all’ambiente che vogliamo ‘colorare’.

 

Una casa si riconosce al primo sguardo e il primo sguardo finisce sulle pareti. Scegliere il colore giusto per un ambiente è il primo passo per avere un appartamento di classe o uno da dimenticare. Eppure, per ogni idea di appartamento serve il colore giusto e non sempre quello che più ci piace è il più adatto all’ambiente che vogliamo ‘colorare’. Ecco, dunque, alcune dritte per scegliere il colore giusto della parete.

Il bianco è un classico

La scelta più semplice e funzionale sono i colori neutri, come il bianco o il tortora. Non solo permettono di abbinare complementi d’arredo dei più svariati colori, permettendoci di sbizzarrirci, ma rendono anche l’ambiente più arioso e illuminato.

Un colore vivace

Un gioco di colori sfizioso e piacevole è quello di abbinare a una camera bianca una parete che abbia un colore vivace a fare da contrasto. In camera da letto, per esempio, si può scegliere la parete contro cui appoggiamo la spalliera del letto per rompere la monotonia del bianco.

Pastelli per lo studio

Per la camera dei più piccoli, ma anche per lo studio, invece una scelta ottimale può essere un color pastello, che dona un tocco di calma e rilassatezza all’ambiente, ottimo per chi deve lavorare o studiare.

Le pareti scure sono molto eleganti, ma difficilmente si adattano all’ambiente. Se volete dare un tocco elegante e cupo alla casa, quindi, fatelo se avete spazi molto ampi.

Scuro quando è ampio

Le pareti scure sono molto eleganti, ma difficilmente si adattano all’ambiente. Se volete dare un tocco elegante e cupo alla casa, quindi, fatelo se avete spazi molto ampi, perché i colori scuri rimpiccioliscono la stanza. E’ molto moderno, ma dovete abbinarci un giusto gioco di luci per dare luminosità.

La lavagna

In cucina o nella camera dei ragazzi, invece, potete scegliere di rivestire una parete d’ardesia, cioè di una grandissima lavagna. Utile per gli appunti in cucina, ma anche per i più piccoli che hanno un intero muro da disegnare o riempire di scritte.

Grigio o blu

Anche le pareti con tenui tonalità di grigio o blu sono molto eleganti e ben si adattano però più ad ambienti di lavoro che a quelli prettamente domestici.

 

 

 

 

 


La casa è sempre più piccola, ma più «social»

La casa è sempre più piccola, ma crescono gli spazi «social»

COventidue. L'edificio in corso di ristrutturazione si trova in corso XXII Marzo: grazie al recupero di un palazzo storico in stile liberty, sono in costruzione 60 appartamenti progettati a misura degli abitanti. Nell'immobile nascerà anche un co-working e troveranno spazio una sala polifunzionale, una lavanderia, una foresteria, un'area giochi per i bambini, un'area wellness, un deposito bike, un'area pet e tutto quello che i cohousers desiderano. L'iniziativa è della società di servizi NewCoh, che ha dato vita e gestisce il portale www.cohousing.it, con oltre 20mila iscritti.
 

Spazi “privati” sempre più piccoli e segreti. Dotati di ogni comfort e tagliati a misura di chi li vive (soprattutto la sera e soprattutto per riposo e intimità). All’inverso, ambienti a uso comune sempre più presenti e collettivi. Belli da vivere, curati in ogni dettaglio, dove è possibile osare. Anche perché, alla fine, la bolletta delle spese è condivisa. E la manutenzione è gestita da qualcuno che se ne prende cura.

È il trend che probabilmente caratterizzerà le nuove abitazioni: una realtà in crescita nelle capitali europee, ma anche in Italia. Soprattutto a Milano, dove uno dei primi casi famosi è stato quello di Pomaseiuno, ma dove le esperienze si moltiplicano anche in periferia, in progetti come My Bonola nell’area gallaratese o come Quintiliano5. Ma anche a Roma, dove sta per inaugurare (sarà presentata alla stampa domani, giovedì 17 maggio) Domus Aventino, residenza di pregio nata dalla storica sede Bnl e oggi completamente riqualificata. Un edificio che punta – fra i suoi pregi – proprio alla fruizione delle aree comuni, dalla palestra a una sala meeting ed eventi.

La riflessione sui nuovi spazi dell’abitare, del resto, parte dalla normativa. Se attualmente la metratura minima per poter considerare un’unità immobiliare come autonoma è di circa 28 metri quadrati (cambia leggermente a seconda del regolamento edilizio comunale), in futuro lo standard a cui si guarda a livello europeo è di 25 metri quadrati. Lo stesso confronto internazionale su come efficientare gli edifici, si sta interrogando sulla possibilità di trasferire una serie di funzioni negli spazi comuni. Per risparmiare risorse, pur mantenendo inalterate (o addirittura ampliando) le possibilità per chi vive l’edificio. Del tema si è occupato lo European Council for an Energy Efficient Economy e Kyoto Club: l’incontro si è svolto a Roma a inizio aprile.

Il ripensamento del modo con cui concepiamo la nostra casa è stato anche al centro del Salone del Mobile di Milano: da Scenari Immobiliari che ha mappato i trend di sviluppo del mercato nel capoluogo meneghino ad Habitissimo, che in una ricerca ha sottolineato l'uso spinto della domotica per la sicurezza, il risparmio energetico e il comfort come caratteristiche di base delle nuove unità immobiliari. Fino a DoveVivo, azienda milanese nata nel 2007 da un’idea di Valerio Fonseca e William Maggio che offre soluzioni chiavi in mano a studenti e giovani lavoratori fuori sede, ha addirittura sviluppato come evolve il mercato a partire dal profilo degli abitanti e, in particolare, da quello delle giovani donne. L'inquilina 4.0 – afferma l’indagine – vuole arredi moderni e appartamenti piccoli. Dove sono irrinunciabili la presenza di armadiature spaziose, la luminosità e la possibilità di accedere a terrazzi e balconi (anche comuni), l'ubicazione rispetto alla rete di mobilità.

In ultimo, di“new urban bodies” – cioè di nuovi spazi del palinsesto quotidiano dell’abitare – si occupa una mostra inaugurata ieri a Roma al Palazzo degli Esami che indaga la crescente abitudine della popolazione a vivere il tempo, lo spazio e la proprietà in modo fluido e strategico. Lontano dagli schemi delle generazioni del passato.

 

 

By IlSole24Ore

 

 

 


Le 5 regole per affittare una casa vacanza

L'affitto, alternativo all'albergo, è una soluzione sempre più gradita da parte dei vacanzieri. Chi possiede una seconda abitazione o sta per mettere a segno un investimento immobiliare, ha davanti a sé buone prospettive se decide di metterlo a reddito. Bastano poche settimane e si è pronti per la stagione estiva. Secondo il portale CaseVacanza.itla richiesta di affitti brevi è in crescita del 10% rispetto all’anno scorso.

 

Airbnb, leader del settore, genera in Italia più di 600 milioni di euro l’anno di ricavi e sullo short rent stanno investendo in tanti: una società specializzata come Solo Affitti ha deciso di sviluppare il marchio “Solo Affitti Brevi” puntando a 27 milioni di ricavi il primo anno. E crescono ogni anno in doppia cifre quei soggetti che si occupano a 360 gradi di ottimizzare gli annunci, le tariffe e di gestire gli immobili per conto dei proprietari (ad esempio Italianway o Sweetguest).

Quanto si può guadagnare? Secondo Halldis, si stima una media di 8mila euro l'anno, al netto di tasse e costi di gestione. Una cifra che rappresenta una via di mezzo tra medie città (come Bologna, dove di recente l'istituto Cattaneo ha fissato una media di 4.500 euro l'anno) alle località top come Venezia, Milano e Firenze, dove ogni notte in appartamento costa tranquillamente più di 100 euro (con punte superiori a 200 sotto il Leone di San Marco) e in cui si possono superare i 10.000 euro netti l'anno.

Veneto e Lombardia sono proprie le due regioni in testa alla classifica stilata da HomeAway tra quelle che hanno catturato più turisti l'anno scorso, seguite da Lazio, Sardegna, Toscana e Liguria. Sul mare il mercato è diverso rispetto alle città perché concentrato fra aprile e settembre. Ma le prospettive sono ugualmente attraenti, considerando che HomeAway, in Liguria, stima un introito mensile potenziale di 2.700 euro a Levanto, 2.800 a Sestri Levante, 3.100 a Camogli e Alassio, 4.000 a Santa Margherita.

Per chi vuole investire nello short rent, ecco alcune regolate stilate dal sito di annunci CaseVacanza.it

1. Valutare bene l’impegno necessario
Ogni ospite va accolto e congedato, occorre rimanere reperibili in caso di imprevisti e occuparsi della pulizia tra un soggiorno e l’altro. E poi c’è il tema della manutenzione. Dal condizionatore alla caldaia, passando per pentole, stoviglie e lenzuola, tutto deve essere funzionante e in ordine. Meglio stabilire prima quanto tempo si ha da dedicare alla casa vacanza e se necessario rivolgersi a un collaboratore o valutare la gestione dell'immobile da parte di una società (che in media potrà prendersi il 20% dei ricavi).

2. Promozione online e tariffe trasparenti
L’80% delle prenotazioni proviene da Internet. Essere presenti sui principali portali di settore è una condizione necessaria per essere reperibili dai turisti di ogni nazionalità. In questo senso è importante anche aggiornare su tutte le piattaforme il calendario delle disponibilità, per evitare accavallamenti o sgradevoli incomprensioni con gli ospiti. È corretto stabilire all’inizio dell’anno un tariffario che tenga conto delle diverse stagionalità, uniforme su tutte le piattaforme che si utilizzano per le prenotazioni. Se è la prima volta che ci si ritrova a stilare un tariffario, un consiglio utile è quello di consultare i prezzi degli alloggi simili per prossimità o tipologia a quello che si possiede.

3. Occhio a tasse e burocrazia
Affittare un immobile come casa vacanza non è un’attività imprenditoriale, non serve la partita Iva, ma è obbligatorio tenere aggiornato il registro presenze per la Polizia di Stato, registrandosi all’apposito portale e comunicando i nominativi dei propri ospiti entro 24 ore dal loro arrivo. Comuni e Regioni possono stilare specifici regolamenti (compresa l’applicazione di una tassa di soggiorno), quindi occorre informarsi presso gli uffici competenti. Per quel che riguarda le tasse, l’introito può essere sottoposto a regime Irpef o a quello della cedolare secca al 21%. Attenzione, inoltre, quando si sceglie di affidare in gestione l'immobile a una società terza, che si occupi anche della riscossione.

La legge impone all’intermediario di intascare e girare direttamente alle Entrate il 21% da ogni transazione, ma ad esempio Airbnb non lo sta facendo, in virtù di un ricorso al Tar. Altri invece, come Italianway, si sono adeguati subito alla normativa dall'anno scorso, mentre un colosso come Booking ha scelto di dribblare il problema, non raccogliendo più direttamente il denaro dal turista, ma facendolo versare direttamente ai proprietari.

4. Regole chiare
Se la casa vacanza si trova all'interno di un condominio, è giusto stampare per gli ospiti in arrivo (possibilmente in più lingue) un riassunto delle principali regole condominiali riguardanti, ad esempio, gli orari in cui rispettare il silenzio, la presenza degli animali, la cura degli spazi comuni e la raccolta differenziata.

5. Non solo formalità, ma vera accoglienza
Ciò che può fare la differenza tra un buon soggiorno e uno perfetto è la disponibilità del proprietario a fornire informazioni e suggerimenti su eventi, luoghi di interesse, ristoranti e locali. È anche una buona idea lasciare all’ospite un piccolo pensiero, chiedendo in cambio niente più che una buona recensione in Rete.

By IlSole24Ore


Qual è la differenza tra impianto solare fotovoltaico e impianto solare termico?

Ormai siamo tutti abituati a vedere pannelli solari sui tetti delle abitazioni, anche se c'è ancora qualcuno che non ha chiaro il funzionamento delle due tecnologie esistenti: impianto solare termico e impianto fotovoltaico. Sono prodotti che sfruttano l'energia solare, ma quello che offrono è diverso. Vediamo di chiarire insieme le differenze e rispondere a una serie di domande che frequentemente ci vengono poste.

Qual è la differenza tra impianto solare fotovoltaico e impianto solare termico? 

Esteticamente la differenza può anche non essere sostanziale, i pannelli si somigliano ma le funzioni sono molto diverse:

  • I pannelli solari fotovoltaici convertono l’energia del sole in energia elettrica
  • I pannelli solari termici utilizzano l’energia solare per produrre acqua calda, che può essere impiegata sia per le necessità sanitarie quotidiane che come integrazione al riscaldamento

In quale zona climatica è più efficiente? Può fare al caso mio se abito al Nord?

L'efficienza di un impianto solare termico o fotovoltaico dipende strettamente dall'irraggiamento solare a cui viene esposto, dalle condizioni climatiche dettate dalla zona geografica in cui si vive e dall’orientamento del tetto sul quale viene installato. Prima dell'acquisto è meglio valutare tutte le condizioni grazie alla consulenza di un tecnico specializzato.

Se scegliessi di installare un impianto solare termico potrei avere acqua calda anche di notte o quando piove?

Uno dei momenti in cui c’è maggiore richiesta di acqua calda è il mattino presto e la sera prima di coricarsi; lecito, quindi, chiedersi se durante la sera e la notte un impianto solare termico continui a garantire l’erogazione di acqua calda. I pannelli, come detto, producono acqua calda sanitaria in proporzione alla loro efficienza e all'intensità dell'irraggiamento a cui sono sottoposti. Questa può essere utilizzata anche durante le ore centrali della giornata, soprattutto se entra in gioco un secondo componente dell’impianto: il bollitore. Scegliendo con attenzione le capacità dell'accumulo, si potrà sfruttare l’acqua calda prodotta durante il picco in qualsiasi momento della giornata.

I pannelli fotovoltaici convengono?

Un impianto fotovoltaico consente di produrre energia elettrica necessaria a soddisfare le esigenze domestiche, perché utilizza l'energia gratuita del sole.

Per sfruttare al 100% l'impianto, una scelta intelligente è quella di abbinare un accumulo e ottimizzare ancora di più l'energia autoprodotta.

Un impianto solare termico porta realmente a benefici economici? 

L'installazione di questa soluzione porta molteplici e assoluti vantaggi! Consente, infatti, di:

  • Garantire il massimo comfort nella produzione di acqua calda sanitaria
  • Ridurre i consumi e i costi in bolletta 
  • Aumentare il valore dell'immobile

E’ poi un investimento che si ripaga in pochi anni! Integrare un sistema solare termico al tuo impianto di riscaldamento è facilmente realizzabile e si può ripagare grazie al risparmio generato e grazie anche agli incentivi e detrazioni fiscali previste.

Facciamo un esempio concreto:
La sostituzione della tuo vecchio impianto con una caldaia a condensazione Vitodens 200-W della Viesmann e pannelli solari termici Vitosol 200-FM consente di risparmiare fino al 30% sulle spese del riscaldamento e fino al 50% sulla produzione di acqua calda sanitaria.

Grazie poi alle detrazioni fiscali 65% riesci ad ammortizzare la spesa in soli 4 anni.